3 Giorni in Toscana per Borghi

3 Giorni in Toscana per Borghi

3 Giorni in Toscana per Borghi: cosa vedere, dove andare, cosa assaggiare, dove degustare. Continua a leggere che te lo racconto. Brevi ma intensi, era già stato amore a prima vista ora è proprio un amore profondo per questa terra e i suoi prodotti. 

Partiamo dal presupposto che ogni angolo della Toscana sia meraviglioso e che valga la pena di essere esplorato e che tre giorni non siano sufficienti, ma se ne hai solo 3 come me, ecco cosa puoi fare. 

Grazie al mio lavoro di promotrice turistica e accompagnatrice turistica ho avuto modo di viaggiare molto per l’Italia, se vuoi saperne di più di me, dai un’occhiata QUI.

Non sono una travel blogger, di quelle che escono sempre bene in foto, io sono un’esperta di turismo e mi piace consigliare solo luoghi che siano:

  1. Collaudati da me.
  2. In grado di lasciarmi emozioni.

Viaggio così, come il mio sito Contro Vento e Contro Corrente, è più forte di me.

Se sono stata bene in un luogo perché non te lo posso raccontare?

Se vuoi essermi d’aiuto, C-O-N-D-I-V-I-D-I il mio articolo, qualcuno potrebbe aver voglia di leggerlo. Lasciami un commento, chiedimi tutto quello che vuoi. Lascia un mi piace sulla pagina di Facebook.

Durante questo viaggio ho utilizzato l’auto, perché ho girato molto. Se hai poco tempo ti conviene fare lo stesso o noleggiarne una.

 



 

Cosa troverai su questo articolo: 

 

Ogni anno per il giorno del mio compleanno organizzo una gita fuori porta e quest’anno ho optato per la Toscana. 3 giorni sono pochi, è assolutamente necessario fare una selezione di quello che vuoi fare.

Io mi sono dedicata alla zona tra Pisa e Siena.

Se hai come me, pochi giorni a disposizione il mio consiglio è di scegliere, un solo luogo come base, che sia comodo e rilassante.

Dedica almeno una giornata a guidare su e giù per le colline, ne varrà assolutamente la pena. Se invece pensi di fermarti più giorni, come esperta del settore, io ti consiglio vivamente di programmare una base nel Chianti e l’altra in Val d’Orcia nel sud della Toscana. 

La mia base è stata San Gimignano, una scelta DOC.

Contattami, sarò felice di aiutarti nel disegnare il tuo itinerario.

Per quanto riguarda questo viaggio voglio dirti una cosa importante, prima che tu prosegua con la lettura.

Non avendo tanto tempo, ho scelto di non entrare nemmeno in un museo. Ho preferito dedicare qualche ora ad ogni borgo senza soffermarmi troppo, ho optato per UN ASSAGGIO di questa magnifica regione. Ho scelto di vivere i borghi girovagando per le strade, sfruttando anche le belle giornate a disposizione.

La magia di San Gimignano. Foto di kolibri5 da Pixabay

Hai già fatto colazione? Mangia poco per cena, perché alle 11 Lune non scherzano con la colazione.

1° Giorno: dove dormire B&b Le 11 Lune

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Sono arrivata nel tardo pomeriggio e ho soggiornato al B&b Le 11 Lune.

Mai fatta scelta più azzeccata! 

Questo delizioso B&b collocato nel cuore di San Gimignano, è parte di un edificio storico del XIV secolo, da poco ristrutturato. 39 scalini ti separano dal centro del Borgo.

Ad accoglierti un caldo sorriso e un’atmosfera intima, familiare ma sempre professionale. Qui ci si sente come a casa. Il risveglio è senza dubbio speciale, grazie alla tranquillità dove è collocato questo B&b, ma soprattutto per l’ottima colazione a disposizione. Cornetti freschi, del gusto che preferisci, appena sfornati dalla pasticceria della zona e tanti dolcetti accompagnati dal profumo del caffè. Ogni minimo dettaglio è curato minuziosamente, nulla è lasciato nulla al caso.

Ti sarà difficile dimenticare di aver passato la notte a San Gimignano. Il wi-fi? C’è, ma ti assicuro che non servirà, ti dimenticherai perfino il tuo smartphone.

Le camere hanno la vista sulla città e dispongono di ogni confort. Ogni camera ha un colore diverso, nessun rumore a disturbare il tuo sonno, qui la pace e il relax sono assicurati. Il soffitto con travi a vista, pavimenti piastrellati in cotto, l’atmosfera del B&b Le Undici Lune è speciale.  

 

Foto di ejakob da Pixabay

3 Giorni in Toscana per Borghi 1° tappa: San Gimignano

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Ritornando alla base, se non sei mai stato a San Gimignano, te lo consiglio vivamente, perché  San Gimignano, è uno dei luoghi più suggestivi della Toscana. Uno tra i pochi borghi che possiede il prestigioso marchio di qualità Bandiera Arancione del Touring Club . 

San Gimignano inoltre è anche una delle tappe della Via Francigena. 

Forse una delle mete preferite di turisti, uno dei luoghi simbolo della Toscana. Immerso nelle colline senesi della Val d’Elsa, piccolo borgo arroccato e circondato dalle mura, ad un passo dai colli del Chianti.

Dal 1990 è  nella lista dei Patrimoni preziosi dell’Unesco nella World Heritage List, per essere: “capolavoro del genio creativo umano, testimonianza unica di una civiltà del passato e un eccezionale esempio di un complesso architettonico e paesaggistico, traccia di importanti tappe della storia umana”.

Abitato già in epoca etrusca, la collina dove risiede San Gimignano, fu scelta per la sua collocazione, in grado di garantire il controllo delle valli circostanti. Il nome attuale sembra sia stato attribuito al borgo nel X secolo, quando, come racconta la leggenda, il Vescovo Gimignano salvò il piccolo borgo dai barbari, attraverso la sua apparizione dalle mura della città.

Poco più di 7000 gli abitanti.Con le sue  inconfondibili torri, San Gimignano è riconoscibile anche da lontano. Ad oggi ne restano 14, ma un tempo erano 72. Uno spettacolo d’architettura straordinario. La più antica si chiama Rognosa, alta 51 m, mentre la più alta è invece, la Torre del Podestà alta 54 metri.

Le torri sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1990 e sono il simbolo dell’architettura medievale toscana.

San Gimignano è anche patria del  buon cibo, oltre che simbolo di una terra che offre prodotti pregiati, come lo zafferano, DOP dal 2004, e la Vernaccia, uno dei vini bianchi italiani più famosi al mondo, il primo vino italiano, ad ottenere il titolo di prodotto a Denominazione d’Origine Controllata nel 1966 e il marchio D.O.C.G. nel 1993. Viene prodotto esclusivamente all’interno del Comune di San Gimignano e i suoi vigneti caratterizzano i colli intorno al paese.

 Se vuoi vedere una vista mozzafiato, oltre che salire sulla Torre Grossa, che purtroppo aveva degli orari non compatibili con i miei, ti consiglio di dare un’occhiata al camminamento a terrazza del locale Divinorum Bar

 

Te l’ho detto che non sono una Fashion Blogger, lo si vede subito dai capelli contro vento, ma mi piacciono le viste mozzafiato e ridere.

 

Abbadia a Isola, meta di pellegrini oggi è un luogo di accoglienza per camminatori e escursionisti. Foto di Nicole Rossignoli

Abbadia a Isola. Il suo chiostro ospita un ostello per i camminatori della Via Francigena. Nicole Rossignoli

 

 

Abbadia a Isola è una tappa della Via Francigena. Foto di Nicole Rossignoli

 

Monteriggioni è una delle tappe del mio itinerario per Borghi in Toscana. Foto di Storysium da Pixabay

2°Giorno: Monteriggioni e Abbadia a Isola

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Solitamente non dormo molto e soprattutto quando ho qualche giorno libero, mi piace svegliarmi presto per non perdere troppo tempo. Nei dintorni di San Gimignano, ad una ventina di km da San Gimignano, ho scelto due tappe imperdibili: Abbadia a Isola e Monteriggioni. 

Abbadia a Isola è un luogo antico di sosta, utilizzato da pellegrini lungo la variante della Via Francigena in Val d’Elsa, oggi tappa di escursionisti e amanti del trekking cittadino. Lo storico Chiostro insieme al Monastero, creano un’atmosfera mistica. Furono i monaci benedettini a bonificare l’area.

Chi cerca accoglienza low cost, troverà ad Abbadia a Isola l’ostello comunale Contessa Ava, ricavato nei locali monastici dell’ex abbazia con il contributo della Regione Toscana. Info: monteriggioniturismo.it .

A soli 4,5 km si trova Monteriggioni, un’altra delle mete di questo itinerario. Si tratta di uno dei borghi fortificati più significativi della Toscana. Rimasto incredibilmente intatto, qui il tempo sembra non essere trascorso mai sulla collina, dove è elegantemente adagiato.

Monteriggioni domina su tutto il paesaggio circostante e la visita è d’obbligo. Le cinta murarie perfette di questo Borgo, sono state ottenute, seguendo le curve naturali di livello del terreno. Le mura sono incredibilmente intatte e sono composte da 14 torri e 2 porte. La Porta Franca o Romea rivolta verso Roma e la Porta Fiorentina rivolta verso Firenze. Ogni anno a luglio, si celebra la “Festa Medioevale”.

Si tratta di una delle rievocazioni medievali più belle della Toscana. Durante questa festa il piccolo Borgo si trasforma e le strade si riempiono di artigiani, nobili cavalieri, popolani in costume per dare vita a un’atmosfera emozionante.

Si può parcheggiare appena fuori le mura per pochi euro e addentrarsi subito all’interno di Monteriggioni. Il borgo non è molto grande. La cosa bella di questi borghi è il girare per i vicoli, alla scoperta di scorci incredibili. Qui trovi il sito dedicato a questo borgo. 

 

Monteriggioni è circondato dalle mura, intatte e costruite in maniera perfetta sulle conformità del terreno. Foto di irineos da Pixabay

 

Dai vigneti alle botti, fino ai luoghi di produzione. La visita alla Fattoria Montermoli è un viaggio sensoriale a 360° Gradi. Foto di Nicole Rossignoli

Degustazione in Cantina alla Fattoria Montemorli

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Partiamo pure dalla considerazione che in Toscana non esista una cantina per eccellenza, ma che in ogni cantina, è sempre la scelta giusta. C’è poco da dire i toscani ci sanno fare con vino e accoglienza, non esistono cantine non degne di una visita. C’è l’imbarazzo della scelta. Ti posso però dire, dove sono andata io.

La cantina che ho scelto produce Chianti da ben 7 generazioni e si tratta della Fattoria Montemorli. Situata nel comune di Poggibonsi in una delle più pittoresche zone collinare

del vino “Chianti Colli Senesi”.

In un’area completamente soleggiante e ben esposta, si presenta particolarmente adatta alla coltivazione della vite. Un’azienda che da generazioni lavora valorizzando le rispettando l’ambiente circostante, tanto da essere un importante esempio imprenditoriale della viticoltura nella Provincia di Siena.

La famiglia Conforti, lavora in modo meticoloso curando ogni dettaglio. Dalla selezione delle uve e dei mosti, a quella per i vini, garantendo elevata qualità.

Non solo vino ma anche verdure, olio e altri prodotti di primissimo ordine. La visita è un viaggio sensoriale, di profumi, sentori e nella storia di questa grande famiglia. Un esempio di artigianalità che ti porta tra passato, presente e futuro. Un’esperienza straordinaria che tocca tutti i 5 sensi. Ad accoglierci è Vittorio, enologo e uno dei figli che si occupa, insieme al papà e agli altri fratelli della cantina.

Nella Fattoria Montemorli si produce il Chianti, uno dei vini più famosi al mondo. La visita inizia dai vigneti, dalle viti più anziane, alle botti, alla scoperta del territorio circostante fino ai luoghi di produzione. Dalla vista al cuore, l’ultimo step è la degustazione di Chianti e dei prodotti tipici, un tributo per il palato e per l’anima.

Qui trovi tutti i riferimenti. E’ d’obbligo la tappa al Wine Shop.

NON DIMENTICARE DI FARE IL MIO NOME 🙂

 

I luoghi di produzione alla Fattoria Montermoli, una tappa fissa per un itinerario in Toscana. Foto di Nicole Rossignoli

Chianti, prodotti tipici e anche un Rosato Igt , alla fattoria Montermoli non si scherza. Foto di Nicole Rossignoli

 

La Cantina Montermoli produce Chianti da 7 generazioni. (Foto di Giorgia Rossignoli e Nicole Rossignoli)

Lasciata la cantina, ho preso la direzione verso le ultime due tappe della giornata: Certaldo e Volterra. 

 

L’alabastro in Toscana è una storia millenaria di artigianalità del Made in Italy. Foto di Nicole Rossignoli

Certaldo e Volterra

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La prima tappa scelta per il pomeriggio è Volterra, in provincia di Pisa. Il miglior modo per scoprirla, è sicuramente girare con gli occhi curiosi, fino a Piazza dei Priori, la più importante del borgo e una delle più belle italiane. Qui si trovano i tre monumenti civili e religiosi più importanti: il Palazzo dei Priori, il Duomo e il Battistero.

Da questo punto, è tutto un susseguirsi di eleganti palazzi del Rinascimento, come Palazzo Minucci, la  sede della Pinacoteca Civica e Palazzo Incontri–Viti, legato alla storia dell’Alabastro raccontata nel vicino Ecomuseo dell’Alabastro.

Se alzi gli occhi prima o poi incontrerai una delle tante case-torre, costruzione tipica di Volterra. Si tratta di case-fortezza, un tempo di proprietà di ricche famiglie, costruite per difendere sé stesse e i propri beni.

Cose da fare assolutamente :

  • Dare un’occhiata al  Teatro Romano
  • Osservare la Porta dell’Arco
  • Perdersi tra le viuzze e i vicoli storici

 

Il paesaggio in Toscana è speciale, da cartolina. Impossibile non innamorarsene. Foto da Pixabay dimisterfarmer

Volterra il borgo dell’alabastro. Devi assolutamente mettere questa tappa nel tuo itinerario per Borghi in Toscana. Foto da Pixabay di Skitterphoto

Volterra, l’alabastro e i vampiri

L’alabastro di Volterra, è uno dei tesoretti di questo borgo. Risale a circa 7 milioni di anni fa, ed è presente in galleria o cave a cielo aperto. Si tratta del più pregiato d’Europa e ogni cava ne presenta una tipologia diversa, per consistenza ed aspetto. La sua lavorazione richiede molta esperienza e artigianalità. Quel genere d’esperienza che viene tramandata di generazione. E’ anche una pratica antichissima, che produce oggetti che spesso sono il frutto del lavoro di svariati artigiani.

Negli ultimi anni però, sembra che Volterra abbia acquisito anche molti turisti appassionati di vampiri. 

Infatti, grazie all’opera di Stephenie Meyer, è divenuta anche la città dei vampiri. È qui infatti, che la scrittrice ha ambientato parte della propria saga, “Twilight“, ponendo a Volterra l’antica sede di un concilio di vampiri, passando dal ‘Nuovo Mondo’ al ‘Vecchio Continente’. Esistono anche tour organizzati, alla ricerca dei posti legati a questa saga.

Per quanto mi riguarda, un vero e propio mistero, in quanto nonostante alcune scene vengano ambientate in Italia, le riprese si sono svolte a Montepulciano.

Io personalmente, sono ancora decisamente più colpita dall’alabastro, che dai vampiri.

Terminato il giro per Volterra, la giornata si è conclusa con l’ultima tappa: Certaldo, un’altra meta assolutamente da mettere nella lista. A circa 39 km, prima del rientro a San Gimignano, ci siamo dirette verso Certaldo.

 

Le case-fortezza, un tempo di proprietà di ricche famiglie, costruite per difendere sé stesse e i propri beni. Foto da Pixabay dipcdazero

Certaldo

Si tratta di un Borgo medievale, anche questo tra i più suggestivi della Toscana e della Val D’Elsa, uno di quelli che ha conservato un’atmosfera magica, d’altri tempi. Certaldo è famosa per aver essere la pataria natale di Giovanni Boccaccio ed è un’altra Bandiera Arancione del Touring Club.

La Casa del Boccaccio ed è stata ricostruita esattamente, come si presuppone fosse, ed è visitabile. Il Museo si trova nella parte medioevale della cittadina di Certaldo, nella città metropolitana di Firenze. Attualmente è gestito direttamente dall’Amministrazione comunale e con il Palazzo Pretorio e il Museo di Arte Sacra forma un unico circuito museale.

La particolarità di questo Borgo, è certamente la sua architettura. Possiede infatti, una zona bassa, decisamente più moderna, dove si sviluppa gran parte della cittadina e un’lta che costituisce l’antico nucleo medievale, circoscritto da mura con 3 porte d’ingresso: Porta al Sole, Porta Alberti e Porta del Rivellino.

Si accede alla parte alta con una funicolare. Qui si trova la casa museo di Boccaccio, dove si presume sia nato nel 1313 e vissuto fino alla morte.

Anche in questo Borgo la sua bellezza, sta proprio nel girare per le viuzze e perdersi nei suoi vicoli medioevali godendo un panorama niente male.Ci sono molti negozi di artigiani. Potresti incontrarne anche uno  dei burattini, come è capitato a noi. Italo Pecoretti, attore musicista e burattinaio che, di esperienza nel campo ne ha da vendere, con i suoi personaggi costruiti a mano, gira i festival mettendo in atto i suoi spettacoli per grandi e piccini.

 

Uno scorcio di Certaldo. Troppo pochi turisti purtroppo. Foto di Pixamio da Pixabay

3° Giorno: Le Crete Senesi e Asciano

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L’ultimo giorno, è sempre il più brutto, doversi salutare è sempre uno strazio. Così a malincuore salutiamo San Gimignano. L’ultimo giorno ho deciso di pranzare a Siena per il mio compleanno. Una delle mie città preferite. 
Se sei in macchina, ti consiglio vivamente di andare prima di giungere a Siena, alla ricerca della cartolina per eccellenza, hai presente la famosa cartolina dei cipressi in collina? Ecco quella.
Si tratta dell’area delle Crete Senesi, non distante da Asciano.
Un paesaggio caratteristico tipico toscano, le lunghe file di cipressi e le distese dorate di grano, ti viene in mente?
Le crete senesi sono una conformazione del terreno, più precisamente di argille, capaci di diffondere una luce inconfondibile, un po’ azzurrina, un po’ grigia. L’argilla presente è il frutto del sedimento del mare, che circa 3 milioni di anni ricopriva l’intera area. Si tratta di un’argilla particolare, bluastra, con sfumature azzurre e violacee; è mista a salgemma e gesso. Si trova anche nei giacimenti salini nei pressi di Volterra.

Tutto il paesaggio è molto suggestivo: il terreno è ondulato in brulle colline, quasi bianche, la vegetazione è costituita da rari pioppi e querce, soltanto negli avvallamenti, dove resiste l’umidità, si sviluppano piccoli boschi oppure si creano modesti invasi che raccolgono l’acqua piovana.

Le crete senesi però sono anche il risultato della relazione tra natura selvaggia e attività dell’uomo. Sono un paesaggio unico, ti sembrerà di attraversare un set cinematografico. Strade solitarie, borghi,  castelli, pievi, casali, fattorie e grandi spazi. Un paesaggio lunare e desertico in grado di offrire diverse facce. In ogni stagione le crete sapranno farsi ricordare.

Asciano è il principale centro della zona. Si contraddistingue sicuramente per il suo fascino medievale e un patrimonio storico molto interessante: chiese, pievi, palazzi, poderi. Tappa obbligatoria durante il passaggio tra questo splendido ambiente naturale.

Nei dintorni di Asciano si trova il Deserto di Accona, una zona, diventata simbolo delle Crete Senesi, grazie alle sue caratteristiche. Laurea è visitabile anche in treno a vapore.

Esiste un servizio turistico che utilizza la vecchia linea ferroviaria Asciano – Monte Astico, una tratta locale molto caratteristica. Il viaggio dura un’intera giornata. Il treno effettua una serie di fermate in prossimità dei principali centri della Val d’Orcia, permettendo ai passeggeri di scendere e sfruttare al meglio la sosta muovendosi a piedi, con visite naturalistiche, culturali e con la possibilità di partecipare all’evento speciale del giorno.

 

3 Giorni in Toscana andare per Borghi. Foto di Giorgia Rossignoli

Piazza del Campo a Siena è una delle piazze più belle del mondo. Guardala con attenzione, sembrerà che ti stia avvolgendo. Foto di Nicole Rossignoli

 

La Torre del Mangia in questo momento è chiusa ai visitatori, ma ti consiglio vivamente di tenerla tra le visite da fare almeno una volta. Foto di Nicole Rossignoli

Il pranzo a Siena

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Così tra uno stop per una foto e un’altra si prosegue fino all’ultima tappa: Siena. In un giorno è impossibile visitarla tutta, infatti io l’ho scelta come tappa per il pranzo e ho fatto un giro del centro, in quanto è una città che frequento spesso. Se non l’hai mai visitata, ti consiglio di  inserirla tra le tue prossime tappe.

Siena ha un fascino tutto suo e per quanto mi riguarda è una delle città più belle di Italia.

Il mio pranzo? A la Grotta Santa Caterina da Bagoga.

Il proprietario era un fantino e all’interno trovi moltissime foto storiche anche con personaggi illustri insieme a lui. Qui si mangiano cose tipiche. Il ristorante ha un’atmosfera intima e molto raffinata nonostante i prezzi siano assolutamente accessibili. Si mangia e si beve divinamente. Ti consiglio vivamente una tappa qui. Io ho mangiato i Pici al Ragù di cinta senese, accompagnati da un buon Chianti e ho iniziato con un tipico antipasto Toscano, con salumi e tartine con salse tipiche. Volendo avresti potuto anche scegliere:

Pappardelle al ragù di Cinghiale, Gnocchi al tartufo nero, Tagliatelle ai porcini e ancora Filetto di Maiale, Fiorentina, Filetto di Vitello. Ti dico la scelta non manca, nemmeno per i dolci. Dal Tortino al tiramisù, alla cheesecake, eccetera, eccetera, eccetera. (Mi fermo qui perchè mi viene fame)

 

Cosa si mangia 3 giorni in Toscana? Tutto, ma vale assolutamente la pena assaggiare i Pici.

 

Ritornando a Siena, è certamente una delle città più amate e visitate della Toscana, un luogo ricco di storia e di arte, ma anche di forti tradizioni, legate principalmente alle contrade ed al celebre Palio di Siena.

Tieni presente che il centro storico è chiuso al traffico privato e quindi dovrai spostarti a piedi o con i mezzi pubblici. La stazione di Siena è fuori dalla città, ma è collegata col centro storico da autobus urbani.

Se visiti Siena per la prima volta vai dritto nel cuore della città, verso la meravigliosa Piazza del Campo, uno dei luoghi simbolo della città. Tra Piazza del Campo e la Cattedrale trovi le principali attrazioni della città . La piazza ha una forma del tutto fuori dal comune, è fatta a conchiglia.

La sua pavimentazione è in cotto e con i palazzi che la circondano, se ti metti al centro, ti sembrerà di essere avvolto da un caldo abbraccio. Piazza del Campo ospita, due volte l’anno, il 2 Luglio ed il 16 Agosto, il famoso Palio di Siena, l’evento più atteso da tutti i senesi.

Tra i palazzi affacciati su Piazza del Campo non potete perdervi il Palazzo Comunale e la Torre del Mangia. Al momento chiusa, a causa delle norme anti Covid-19. In tempi non covid era possibile visitarla e salire fino in cima. E’ alta ben 87 metri e certamente regala una visita a 360° della città. La vista unica, ti ripagherà ampiamente lo “sforzo” fatto, nel salire le scale.

Museo Civico+ Torre,  biglietto cumulativo (disponibile solo presso la Torre), costa 13€.

Prosegui verso la preziosa Piazza del Duomo. Qui vale davvero la pena di vedere: il Duomo, la Cripta e la Libreria Piccolomini.

Se pensi di visitare questi monumenti ti suggerisco di acquistare l’OPA Si Pass, un biglietto cumulativo che ti consente di visitare Duomo, Cripta, Libreria Piccolomini (dedicata a Papa Pio II con incredibili affreschi), Battistero (costruito nel 1300 quando fu deciso di ampliare il Duomo) e Museo dell’Opera del Duomo (uno dei più antichi musei privati in Italia e si trova nella navata destra della Cattedrale) e di vedere il panorama dal Facciatone risparmiando più del 50% sull’acquisto dei singoli biglietti.

Di recente è stato introdotto un nuovo percorso all’interno del Duomo, chiamato “La porta del cielo” che permette di fare una visita guidata della Cattedrale dall’alto, godendo di vedute davvero straordinarie. Il percorso è incluso nel biglietto chiamato OPASi Pass+.

Il Duomo di Siena, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Assunta, è uno degli esempi per eccellenza di chiesa in stile romanico-gotico italiano. Imponente, abbagliante per l’ampio uso di marmo bianco, il Duomo è affascinante già solo dall’esterno. Entrando non rimarrete certo delusi: la Cattedrale è arricchita da opere firmate nientemeno che da Donatello, Nicola Pisano, Michelangelo e Pinturicchio. L’interno, come l’esterno è decorato in marmo bianco e verde scuro, quasi nero, i colori rappresentativi della città.

Il pavimento è un tesoro, composto da 56 riquadri che rappresentano scene incise ed intagliate nel marmo. I mosaici più preziosi sono coperti per la maggior parte dell’anno per preservarli durante il Palio, il pavimento è interamente svelato.

La bellezza di Siena la assapori certamente  qualche giorno dopo averla lasciata. Quando si è lì, troppo impegnati a cercare di vedere il più possibile. Ciò che ti rimarrà sicuramente dentro, è il ricordo del colore delle facciate dei palazzi e dei tetti, quel “Terra di Siena” riconosciuto in tutto il mondo, capace di rendere il paesaggio cittadino armonioso e bello da guardare.

 Siena è anche così affascinante perché è è rimasta intatta come nel Medioevo. Visitare Siena significa viaggiare nel tempo, alla ricerca dell’epoca d’oro, alla quale Siena apparteneva. 

Su Musement, puoi acquistare Tour ed esperienze. 

Sicuramente le cose che dovresti segnarti da vedere prima o poi sono: 

  1. Piazza Campo
  2. Palazzo Pubblico
  3. Torre del Mangia
  4. Duomo e Battistero
  5. Museo Santa Maria della Scala 
  6. Basilica di San Domenico
  7. Rocca Salimbeni
  8. Pinacoteca Nazionale
  9. Orto Botanico
  10. Passeggiare nel centro

Qualsiasi cosa tu decida, goditi sempre al massimo il tuo itinerario, con tutta la calma del mondo. Questo articolo vuole essere uno spunto, un’idea da dove partire, poi sta a te decidere il da farsi.

Sono sempre dell’idea che non si debba per forza visitare tutto, ma che si possa assaporare la città anche a piccoli pezzi. Una volta vedo una cosa, un’altra mangio di là, un’altra salgo li ecc. Se hai un giorno per Siena: rilassati e goditi la città, se hai più giorni aggiungi piccoli pezzi al tuo tour. L’importante è ascoltare il proprio cuore sempre. 

 

Il Duomo di Siena, ovvero la Cattedrale di Santa Maria Assunta, è uno degli esempi per eccellenza di chiesa in stile romanico-gotico italiano. Foto di Nicole Rossignoli

 

 

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